Crisi venezuelana senza giri di parole

La crisi venezuelana, iniziata ufficialmente il 4 Aprile 2016, quando i manifestanti delle opposizioni sono scesi in piazza per cercare di raggiungere la sede dell’assemblea nazionale, in seguito alla proposta del parlamento di elezioni anticipate con lo scopo di destituire il Presidente Nicolas Maduro.

Ma come si è arrivati a questa crisi? Bisogna tornate un po' indietro.

Infatti, per capire meglio la situazione odierna del Venezuela, bisogna tornare nel 1999, anno in cui vinse le elezioni presidenziali Hugo Chàvez, che avviò un programma politico denominato "Socialismo del XXI secolo", di chiara ispirazione Marxista e Guevarista, il cui caposaldo è il cosiddetto "Socialismo democratico", da intendere come un socialismo conforme alla partecipazione popolare attraverso gli istituti di democrazia diretta. Detto questo, Chàvez avviò un programma di riappropriazione delle risorse provenienti dal petrolio attraverso il sistema di una maggiore tassazione dei profitti le cui entrate servirono poi a finanziare diversi programmi sociali come “barrio adentro”, un sistema di sovvenzioni alla spesa dei più poveri, "misìon milagros" che prevede la cura gratuita, ad opera di medici cubani, delle persone affette dalla cataratta con un'operazione che altrimenti sarebbe risultata troppo costosa, ecc.
Avviò, in poche parole, una forma di welfare appoggiata quasi completamente sui guadagni provenienti dal petrolio estratto in Venezuela.

Alla morte di Hugo Chàvez, il 5 Marzo del 2013, successe Nicolas Maduro.


Nicolas Maduro continuò, in linea di massima, la politica chavista, con la sola differenza che si trovò ad operare in un periodo in cui la dipendenza dall’oro nero rimase troppo marcata, e il crollo del prezzo del barile (dai 107 dollari del luglio 2014 ai 56 del 2015 fino ai 30 del 2016) ha costretto Maduro a sopprimere molti degli aiuti concessi ai cittadini. Le importazioni sono inoltre diventate in breve estremamente difficili, il che ha fatto mancare lo scorso anno circa numerosi generi di prima necessità, compresi cibo e medicinali, imponendone il razionamento. Il tasso di mortalità infantile è così aumentato del 45 per cento rispetto al 2013, la recessione si è fatta inarrestabile (-18 per cento nel 2016 secondo le cifre provvisorie rese note dalla banca centrale) e l’inflazione è arrivata a toccare il 150 per cento nel 2015 (con punte del 350 per cento per i generi alimentari). L’aumento dei prezzi è diventato poi insostenibile nel 2016 (+800 per cento) e sembra destinato ad aumentare ulteriormente nel 2017. Il rapporto tra deficit e Pil ha inoltre raggiunto il 20 per cento e molti osservatori nutrono ormai dubbi sulla capacità dello stato di far fronte al debito pubblico.

Durante questa crisi vertiginosa dovuta al crollo del prezzo del petrolio, hanno trovato campo fertile tutte le opposizioni in parlamento e, in breve tempo, le manifestazioni organizzate nella capitale si sono allargate fino a diventare manifestazioni spontanee anche nelle periferie.
Queste manifestazioni vengono sistematicamente represse e sfociano nel sangue e, ad ora, si contano decine di morti, tra cui giovanissimi.

Punto chiave della faccenda è, mi verrebbe da dire "come sempre", l'America, che con l'operazione "Venezuela Freedom 2" messa in atto da Obama nel 2016 circa e portata avanti tacitamente anche dalla presidenza Trump, arma e finanzia le opposizioni più violente, al fine di destabilizzare e destituire la presidenza Maduro. Gli stessi "guerriglieri" impugnano anche armi fabbricate in Israele.
Sarà che l'America con l'appoggio di Israele e altri operi con lo scopo di "salvaguardare e diffondere la democrazia", ma non si può negare, allo stesso tempo, che dove c'è petrolio ci sono gli USA, senza parlare della Guerra fredda mai terminata e dei progetti geo-politici americani per il mantenimento dello status quo degli USA nei territori americani.

Detto questo, nell'opinione pubblica, sono scesi in campo anche le istituzioni religiose, compresa la Santa Sede, che invita al dialogo e allo stop degli scontri.
Il governo italiano si è espresso a favore degli oppositori e contro la polizia venezuelana che reprime le manifestazioni in cui è presente gente armata, il che mi suscita perplessità, tenendo presente che lo scorso 27 Giugno dei manifestanti si sono appropriati di un elicottero per andare "democraticamente" a gettare delle bombe sulla Corte Suprema venezuelana, a Caracas.

Ora, tengo presente che non mi pongo in favore di Maduro, perché ovviamente non ho gli strumenti per poter conoscere la realtà dei fatti, ma vedendo i piani degli ultimi anni per destabilizzare i Paesi in cui ancora sono presenti delle dittature più o meno legittime (vedi Siria, Libia, ecc.), qualche dubbio mi sorge spontaneo.

Spero che qualcuno, nei commenti, mi sappia dare delucidazioni, in modo oggettivo, a tutti i quesiti a cui non riesco a darmi risposta.

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Articolo del 5 Agosto 2017 a cura di G.Lamura.

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