Le tesi a riguardo possono essere riassunte nei pro e nei contro estratti da Lettera43.it, senza la pretesa di essere esaustive, perché l'argomento presenta tantissime sfumature e tesi.
Le tesi in esame sono le seguenti:
- PRO: chi è a favore sostiene che è un modo per tutelare la libertà umana, ma soprattutto la dignità di ognuno. A volte ci sono patologie talmente devastanti da rendere la vita un supplizio tanto per il malato che per chi gli sta intorno. Se lo si decide, si deve poter essere liberi di porre fine ad una sofferenza che non ha possibilità di guarigione. Nel caso di persone tenute in vita artificialmente, l'eutanasia è vista come il semplice lasciare che la vita segua il suo corso naturale
- CONTRO: si scagliano contro l'eutanasia tutti coloro che sostengono che la vita umana deve essere tutelata fino ai suoi estremi, e che nessuno, nemmeno relativamente a se stesso, può arrogarsi il diritto di porle fine prima del suo esito ultimo. Infatti in molti sostengono che non si può conoscere il corso delle cose, e a cosa possa servire un'esistenza se trascorsa fino in fondo, o se addirittura non possa aprirsi una possibilità di guarigione anche nei casi più disperati.
Un altro aspetto problematico è quello delle ripercussioni che, all'atto pratico, una legalizzazione dell’eutanasia comporterebbe. L’argomento addotto dal fronte dei contrari è generalmente denominato slippery slope (“pendio scivoloso”) e consiste nel ritenere che concedere, seppur con alcuni limiti, la possibilità di ricorrere all'eutanasia, non solo comporterebbe un aumento incontenibile dei casi ma soprattutto modificherebbe la mentalità collettiva rendendo accettabile l’idea della disponibilità della vita umana. L’argomentazione, così come è formulata, è comune a tutte le associazioni, politiche e religiose, di area italiana, europea e statunitense, che si dichiarano contrarie all'eutanasia. Al contrario, l’area favorevole alla legalizzazione di una morte che sia buona, “indolore”, per quanto ciò sia possibile attraverso l’utilizzo di tecniche umane – area che raggruppa associazioni, esponenti del mondo politico prevalentemente del centro sinistra, pensatori fautori della laicità – non riconosce la validità dell’argomentazione e, piuttosto, si sofferma nell'evidenziare le conseguenze positive che la legalizzazione dell’eutanasia apporterebbe, vedendo in essa una conquista del progresso civile e laico, che riporterebbe in auge la volontà di autodeterminazione del singolo individuo non subordinata a dettati derivanti da credenze religiose o non fondate razionalmente. (estratto da Proversi.it)
Secondo il mio punto di vista, l'eutanasia dovrebbe essere legale nel momento in cui il soggetto in questione non ha alcuna possibilità di guarigione o nel caso in cui il rimanere in vita attraverso una macchina sia più doloroso della morte. Diverso dovrebbe essere il caso in cui il soggetto richiede l'eutanasia perché malato di depressione, lì sarebbe più opportuno ricorrere a delle cure mediche e non a soluzioni drastiche.
Articolo del 30 Luglio 2017 a cura di G.Lamura