Spandiamo amore, voi terrore. Abbiamo vinto noi, stronzi."
(di Michele Monina – linkiesta.it)
Potrei sembrare cinico, ma sembra proprio che il terrorismo abbia vinto o quantomeno stia vincendo, perché ciò che è successo a Torino non è un atteggiamento da vincitori.
Vi spiego il mio punto di vista.
Parto dalla premessa che
non parlo dei musulmani ma dei terroristi islamici.
In seguito agli innumerevoli attacchi che stiamo subendo, mi viene una risata amara ogni volta che sento un dibattito sulla questione, dato che, sostanzialmente, l'opinione pubblica è divisa in due schieramenti:
- Il fronte "Refugees welcome" che continua a proporre la soluzione di accogliere più migranti per fare in modo che questi si integrino e che smettano di farsi esplodere, perché se lo fanno la colpa è nostra che non abbiamo permesso loro di "sentirsi a casa";
- Il fronte "Mandiamoli a casa" / "Bombardiamoli" che non ha ben compreso l'identità dei terroristi e il fatto che non abbiano una 'sede fisica' da bombardare, dato che il terrorismo, solitamente, presuppone degli attacchi mirati in luoghi sensibili effettuati da cellule indipendenti, il più delle volte integrate nella società, senza preavviso e senza un'organizzazione al di sopra che, appunto, organizzi l'attacco.
Date le parti, il dibattito ha qualcosa di magnifico, perché abbiamo uno scontro ideologico tra due mentalità che non presuppongono l'esistenza dell'altra, in nessun modo. Ognuno ha la propria soluzione inverosimile in tasca.
Stiamo trattando un discorso davvero molto delicato con termini e soluzioni che hanno dell'assurdo sia sul lato pratico che morale.
Il mio pensiero sul terrorismo è facilmente fraintendibile e andrebbe trattato con le pinze.
Penso che il terrorismo sia un male necessario, non per sadismo, ma perché dopo ogni tragedia il mondo impara qualche lezione, così come per le guerre, che sono il massimo impulso per la tecnologia, l'economia, ecc.
Penso che in un momento di decadimento del mondo occidentale, questo abbia bisogno di una scossa per potersi risvegliare, abbia bisogno di un nemico comune per consolidare la società e abbia bisogno di un trauma per poter riparare ai propri errori.
Il terrorismo in fondo è formato da tutte le milizie che in passato sono state armate da noi occidentali per combattere i regimi a noi avversi, è formato da persone che da sempre sono tormentate da noi occidentali.
Non rido per le vittime ma per chi usa queste per poter diffondere le proprie ideologie e i propri partiti.
La mia soluzione a riguardo non è finale e non ha la pretesa di esserlo.
La mia opinione è che si debbano
bloccare le frontiere per coloro i quali non scappano da una guerra o da una situazione di estremo pericolo, di
controllare più a fondo i soggetti già nell'occhio delle Intelligence e i migranti appena entrati nel Paese, una
maggiore sensibilizzazione al fenomeno dell'immigrazione, non per favorire quella senza controlli ma per favorire una migliore ponderatezza e sulla preservazione della nostra cultura in via di decadimento.
L'Italia e l'Europa hanno bisogno di svegliarsi e questo è il momento migliore per farlo.
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