Seguendo le elezioni francesi e il dibattito tra i candidati Marine Le Pen del "Front National" e Emmanuel Macron del "En Marche" ho notato lo scontro ideologico che sta accadendo sotto i nostri occhi.
Per poter esprimere la mia riflessione devo prendere la mia posizione.
Quello che più mi è risaltato agli occhi sono le basi su cui poggiano i due programmi politici, gli spiriti che si celano dietro. La politica italiana insegna che bisogna sempre guardare con occhi disillusi e pessimisti i programmi dei candidati, aspettandosi l'esatto opposto. Ma in questo ragionamento tralasciamo questo particolare e analizziamo il più oggettivamente possibile i programmi presentati.
Emmanuel Macron, candidato alle elezioni presidenziali a capo del partito liberal-centrista "En Marche" ha presentato un programma basato prevalentemente sull'economia.
Tra i suoi punti abbiamo:
- Europa: attraverso delle riforme e dei progetti vuole difendere la potenza europea e mantenere la posizione francese in essa, aumentandone i collegamenti commerciali, culturali e militari;
- Conti Pubblici: principalmente si impegna per il mantenimento della situazione economica attuale con il PIL al 3% e a migliorare la situazione lavorativa riguardo la disoccupazione. Vorrebbe inoltre "ricostruire" un asse franco-tedesco;
- Pensioni;
- Sussidi;
- Sanità ed istruzione;
- Vita pubblica e Democrazia;
- Sicurezza;
- Bioetica: riconoscimenti giuridici per figli nati da maternità surrogata;
- Anti-terrorismo: garantire maggiore integrazione.
Marine Le Pen, candidata con il partito di estrema destra "Front National", invece, ha presentato un programma che, a parer mio, è basato prevalentemente su sentimenti patriottici, mossi da una ideologia nazionalista di fondo.
Tra i suoi punti abbiamo:
- Autorità dello Stato;
- Futuro della Nazione;
- Politica Estera;
- Ripresa economica e sociale;
- Il pieno controllo delle tariffe per le famiglie e le imprese in settori strategici;
- La separazione per legge tra banche commerciali e banche d’investimento;
- La confisca della proprietà degli immigrati;
- L’accentramento del credito nelle mani dello Stato, per mezzo di una banca nazionale, il cui capitale apparterrà allo Stato;
- La centralizzazione nelle mani dello Stato di tutti i mezzi di trasporto;
- Il miglioramento dei terreni agricoli, secondo un piano generale;
- Misure per eliminare gradualmente l’antagonismo tra città e campagna;
(Tengo a precisare che le liste non hanno la pretesa di essere esaustive, per cui invito chi è interessato ad informarsi meglio)
Sembra evidente lo scontro ideologico delle parti, tra il socialismo lepeniano e l'usucrazia macroniana.
Il successo ottenuto dalla Le Pen, a mio parere, mostra il sentimento anti-europeista che dilaga, il bisogno, userei dire, naturale di ritornare ad intendere la politica e di conseguenza lo Stato come strumento di "assistenza alla popolazione" e non mera economia tra giochi di borsa.
Il programma della Le Pen e sopratutto il modo in cui è stato presentato mostra la rabbia e l'opposizione contro un sistema che tratta la gente come numeri e pensa di poter gestire a tavolino una Nazione.
Con riguardo al punto sull'accentramento del credito nelle mani dello Stato, si nota il chiaro dissenso alla politica europeista del "produrre soldi dai soldi" che attraverso l'usura dei crediti porta allo smembramento delle Nazioni.
Il mio punto di riflessione è una denuncia alla politica italiana, troppo impegnata su dibattiti senza capo ne coda, priva di valori e di respiro nazionale. Stiamo assistendo ad un chiaro scontro ideologico, proprio alle porte di casa nostra e non ce ne rendiamo conto. Siamo troppo impegnati a parlare dei vaccini e del gossip. Il sano scontro politico ci manca, quello basato sui valori.
Aldilà di chi vince, l'Europa si sta muovendo.
“Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti. Essi hanno di già messo in piedi un’aristocrazia facoltosa che ha attaccato il Governo con disprezzo. Il potere di emissione deve essere tolto via dalle banche e restituito al popolo, al quale esso appartiene propriamente.”
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Articolo del 4 Maggio 2017 a cura di G.Lamura
Etichette: Società e Politica