La sconfitta in Occidente

Assistiamo praticamente ogni giorno alla sconfitta del mondo occidentale e alla sua non tanto graduale disfatta.

Parlo dei Black bloc, Blue WhaleKnockout game, Clown hysteria, il selfie prima del passaggio del treno e infine, non perché sia terminata la lista dei nuovi "scempi" del web, i Drinking game incontrollati.
La misera e non soddisfacente lista che ho stilato rappresenta i vari aspetti che mostrano come la nostra società si stia degradando sotto i nostri occhi in un modo incontrollato e scarsamente controllabile.
Parlo di scarsamente controllabile perché questi sono fenomeni che accadono, seppure in massa, in modo imprevedibile, poiché nascono dall'immensità della rete che si presenta sempre più incontrollabile e pericolosa.

La massa di individui che aderisce a questi "giochi" è costituita prevalentemente da giovani con disturbi sociali e psicologici, e da tanta altra gente che semplicemente è annoiata dal mondo.

Alcune delle ipotesi che cercano di trovare il nesso causale di questi fenomeni danno la colpa in primis alla rete scarsamente controllata, tralasciando il piccolo dettaglio che la rete, anche se è oramai parte integrante della nostra vita quotidiana, è inconsistente, non ha vita propria ed è l'insieme delle persone che la abitano, quindi concettualmente incontrollabile.

La colpa ricade anche sulle famiglie che non controllano abbastanza i propri figli quando navigano sul web e su questo, in parte, sono d'accordo. E' vero che le famiglie dovrebbero controllare la navigazione dei propri figli ma è anche vero che, al pari della vita reale, non si potrebbe controllare minuto per minuto cosa stanno facendo perché arrecherebbe un danno psicologico peggiore del seguire un sito malsano. Sono d'accordo sul maggiore controllo poiché non di rado i ragazzini vengono trascurati dalle famiglie nelle fasi di crescita principali, lasciando che loro "creino sé stessi" dietro ad un computer, in completa autonomia. Il compito della famiglia in questo caso penso sia quello di educare preventivamente il ragazzo prima di consegnarli il mondo in mano, come si fa con l'automobile.

Infine, la colpa ricade ancora sulla società e sulla scarsità di stimoli che "dona" ai ragazzi e su questo mi trovo pienamente d'accordo. Viviamo in una società in cui non viene più stuzzicata la creatività, la curiosità e la semplicità. Tutto è alla mercé del denaro, tutto è acquistabile. Siamo abituati ad una istruzione dogmatica, sistematica e annichilente, che lascia zero spazio all'intraprendenza individuale e ci porta più che altro al conflitto tra simili e all'asservimento della cultura dominante.

Il mio personale punto di riflessione sulla ricerca della causalità di detti fenomeni è basato sul concetto di utopia. L'utopia è quello che ci spinge a ricercare realtà diverse dalla nostra attraverso l'immaginazione e la speranza nel futuro. Con la graduale caduta dei principi morali delle varie ideologie, tra cui quelli religiosi, ci hanno strappato con violenza il concetto stesso di futuro.
Soffocandoci con tutta la politica del, tanto rinomato, Trust Standard e Sovraproduzione ci hanno spogliato del più genuino dei bisogni: quello di sognare.
Quindi, in una società che non sa sognare una nuova realtà, che non sa ricercare razionalmente una novità a questa grigia monotonia, mi sembra naturale che la fascia più giovane e, in un certo senso, debole ricerchi i piaceri che gli mancano.
E' nella natura umana ricercare la "calma" in una routine come lo è il ribellarsi al soffocamento della stessa.

Bisogna donare nuovamente la voglia di sognare.


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Articolo del 3 Maggio 2017 a cura di G.Lamura

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