Dopo la vittoria di Macron in Francia mi è spuntato su Facebook il video di un Forcone indignato; quindi mi è sorta la domanda: "Ma i Forconi...?".
Il Movimento dei Forconi è nato circa 5 anni fa, tra il 2011 e il 2012 dalla frase di Mariano Ferro: "Dobbiamo prenderli a forconate". Il Movimento si definisce "apartitico", anche se tra le sue schiere può vantare tutti i nostalgici dei fascismi che furono. Ebbero notevole successo nell'inverno di 5 anni fa, quando organizzarono blocchi stradali e scioperi in tutta Italia, soprattutto in Sicilia, dove tutto ha avuto origine. Il Movimento è composto prevalentemente da agricoltori, allevatori e pastori.
Il tutto è condito con sana retorica, razzismo e odio per le istituzioni.
Non nascondo che questa iniziativa mi ha suscitato notevole interesse alla nascita, perché è riuscita a raccogliere, seppur disastrosamente, tutti i "mala animi" del Paese, soprattutto quelli dei lavoratori della terra e delle piccole imprese. Sarebbe stato bello se tutto lo spirito e la forza che hanno dimostrato agli inizi si fosse incanalato nella politica, in qualche modo.
Sono tornati alla rivalsa, recentemente, con il tentato arresto (?) dell'ex deputato Osvaldo Napoli in un modo che mi ha fatto sorridere.
L'esistenza del Movimento denota il bisogno di connessione con le istituzioni, sono alla stregua dei black bloc, schegge impazzite che sfogano la rabbia derivante dal fallimento delle politiche tecnocrate e dal senso di tradimento che le istituzioni hanno provocato.
Ho notato, infine, che la retorica di cui è pregno il Movimento, si ispira molto al Fascismo del Ventennio, partendo dallo slogan "Che Dio ci benedica" e leggendo tutti i post nazionalisti che pubblicano sui social.
Il mio punto di riflessione è, quindi:
Se il tutto è ispirato dall'idea nostalgica dei fascismi, perché non si adotta la stessa politica? Mi spiego meglio.
La storia insegna come Mussolini, ai tempi delle camice nere, abbia lavorato, contemporaneamente, nelle istituzioni e fuori dalle istituzioni, con una sinergia assurda e con dei risultati, oserei dire, notevoli.
Quindi perché non prendere esempio ed iniziare a porre le basi per una vera politica nata dal malessere delle terre? Sarebbe una bella idea.
Ci tengo a precisare che non parlo degli squadrismi ma di azioni con un fine logico e con nesso di causa.
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Articolo del 9 Maggio 2017 a cura di G.Lamura
Etichette: Società e Politica