Mi ha assalito un dubbio leggendo la notizia di cronaca de "La Repubblica", la quale parla dell'assalto di 50 Ultrà incappucciati al bus dei tifosi baresi con pietre e petardi (Qui la notizia completa).
Preciso, prima di esprimere il mio pensiero, che sicuramente non godo vedendo il sangue, quantomeno sentire di ragazzi o innocenti feriti.
Analizzando la notizia ho notato l'agonismo sportivo dello scontro, con le relative regole non scritte rispettate:
I tifosi hanno assistito alla partita normalmente aspettando che terminasse, facendo anche in modo che non fossero incluse persone non interessate allo scontro;
Si sono scontrati sulla strada, lontani da luoghi abitati;
Gli "aggressori" hanno attaccato con petardi e pietre, non sono saliti sul bus picchiando tutti e hanno atteso che la controparte scendesse per scontrarsi;
Non ci sono stati feriti gravissimi.
Certo non voglio dare medaglie all'onore ma, se lo scontro è consensuale, non può essere identificato come sport? Alla fine, secondo il mio modestissimo parere e con profondo rispetto per il mondo Ultras e per la loro Ideologia, essere "Ultras" non comprende anche lo scontro fisico? Andare allo stadio lo vedo come un modo per sfogare la noia e la routine quotidiana, uscire dalla norma, stare in compagnia e tanta goliardia. Penso che tutti quelli che si avvicinano al mondo Ultras abbiano visto "G.S.E Hooligans" che, seppur un film, più o meno renda l'idea di cosa sia il "Vivere Ultras". Tra l'altro è nella natura umana la violenza che, come tutti gli istinti primordiali, non può essere repressa ma sfogata in altro modo, come lo scontro consensuale tra tifoserie. Tengo sempre a sottolineare che lo scontro che reputo "giusto" sia quello consensuale, non l'aggressione per strada verso la gente normale che tifa la squadra avversaria e che non sia disposta allo scontro fisico. Può la violenza, che abbia come requisiti la volontà delle parti e il rispetto del giusto scontro, essere considerata sport, quindi accettabile?