La violenza come sport

(Immagine presa da "La Repubblica")
Mi ha assalito un dubbio leggendo la notizia di cronaca de "La Repubblica", la quale parla dell'assalto di 50 Ultrà incappucciati al bus dei tifosi baresi con pietre e petardi (Qui la notizia completa).

Preciso, prima di esprimere il mio pensiero, che sicuramente non godo vedendo il sangue, quantomeno sentire di ragazzi o innocenti feriti.

Analizzando la notizia ho notato l'agonismo sportivo dello scontro, con le relative regole non scritte rispettate:

Certo non voglio dare medaglie all'onore ma, se lo scontro è consensuale, non può essere identificato come sport?
Alla fine, secondo il mio modestissimo parere e con profondo rispetto per il mondo Ultras e per la loro Ideologia, essere "Ultras" non comprende anche lo scontro fisico?
Andare allo stadio lo vedo come un modo per sfogare la noia e la routine quotidiana, uscire dalla norma, stare in compagnia e tanta goliardia.
Penso che tutti quelli che si avvicinano al mondo Ultras abbiano visto "G.S.E Hooligans" che, seppur un film, più o meno renda l'idea di cosa sia il "Vivere Ultras".

Tra l'altro è nella natura umana la violenza che, come tutti gli istinti primordiali, non può essere repressa ma sfogata in altro modo, come lo scontro consensuale tra tifoserie.

Tengo sempre a sottolineare che lo scontro che reputo "giusto" sia quello consensuale, non l'aggressione per strada verso la gente normale che tifa la squadra avversaria e che non sia disposta allo scontro fisico.

Può la violenza, che abbia come requisiti la volontà delle parti e il rispetto del giusto scontro, essere considerata sport, quindi accettabile?

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Articolo del 24 Aprile 2017 a cura di G.Lamura



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