Vorrei parlare di un Ideale: il mio, il vostro.
Si parla tanto degli Ultimi romantici e le pagine a riguardo escono come funghi, ma pochi si soffermano sul vero Ideale che c’è dietro.
Siamo portati a pensare, semplicemente, che l’Ideale dell’Ultimo romantico sia solo un mazzo di rose o qualche poesia sdolcinata, un momento insieme sul mare, un bacio, una notte d’amore.
E chi pensa questo è in mare aperto.
L’Ideale dell’Ultimo romantico è al di la di queste deboli concezioni e si staglia al di sopra di tutto questo, anni luce lontano dai mazzi di rose e dalle parole “Ti amo”.
Bisogna sapere che non è da tutti abbracciare l’Ideale e accettarne le conseguenze, perché a conti fatti si potrebbe dire che sia inutile e dolorosa la via dell’Ultimo romantico.
L’Ultimo romantico è solo, abbandonato dal mondo, un eterno sognatore, cavalca le nuvole ed ulula alla luna;
l’Ultimo romantico cammina nei sentieri più oscuri e sorride alla morte;
l’Ultimo romantico ad ogni passo viene bastonato e non abbassa mai la testa, è quello del “Anche se tutti, io no”.
Non smette di credere in se stesso, nel suo Ideale e nella forza delle sue ali che lo portano lontano dal ramo, su cui per tanto tempo ha trovato equilibrio, quando si spezza e cade.
Siamo lacrime e sangue, momenti di ira e sorrisi glaciali, attimi di pura follia, “l’ultima volta ogni ultima volta”.
Siamo molto più che semplici persone, siamo Ideali.
Immortali, soli, forti e pronti ad aiutare gli altri.
Il nostro cuore, essere eternamente in tempesta.
- G. Lamura per Ultimi romantici - A way of life
Vedi altro (Clicca qui)
Articolo del 19 Gennaio 2017 a cura di G.Lamura
Etichette: Arte e Cultura